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16/02/2024
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Advisor Online – Bitcoin: il dimezzamento ne favorirà la crescita

E’ questo uno degli highlight che emerge dallo studio di Nickel Digital Asset Management

Una nuova ricerca globale condotta da Nickel Digital Asset Management (Nickel), gestore di hedge fund che si occupa di asset digitali mostra come gli investitori istituzionali e i gestori patrimoniali siano propensi a pensare che il Bitcoin conoscerà un dimezzamento nel prossimo futuro sia lato prezzo che emissioni. 

“Il prossimo dimezzamento del Bitcoin – previsto per aprile quando il numero di blocchi raggiungerà gli 840.000 – ha lo scopo di mantenere la scarsità e il valore della valuta riducendo il numero di nuovi Bitcoin emessi e sarà il quarto nella sua storia” si legge nella nota di commento.

Lo studio condotto da Nickel su investitori istituzionali e gestori patrimoniali di Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Svizzera, Singapore, Brasile ed Emirati Arabi Uniti, che gestiscono collettivamente un patrimonio di circa 815,5 miliardi di dollari, ha rilevato che l’81% prevede che il dimezzamento sarà positivo per il prezzo del Bitcoin. Circa il 25% ritiene che sarà molto positivo.

Circa sette intervistati su 10 (69%) ritengono che il dimezzamento aumenterà i livelli di investimento in Bitcoin, con il 18% che si aspetta un forte incremento. Solo il 2% ritiene che il dimezzamento ridurrà gli investimenti nella valuta.

Lo studio di Nickel ha anche analizzato le conoscenze più ampie degli investitori istituzionali e dei gestori patrimoniali sui tecnicismi delle criptovalute, chiedendo quanti fossero a conoscenza del fatto che l’aggiornamento di Ethereum – noto come The Merge – avvenuto lo scorso anno significa che l’asset è ora deflazionato di circa l’1%, con una quantità di offerta maggiore di quella creata. Circa il 78% degli intervistati ha dichiarato di esserne a conoscenza, mentre il 16% ha ammesso di non esserlo e il 6% non si è espresso.

Sorgente: Bitcoin: il dimezzamento ne favorirà la crescita | Advisor Online


15/02/2024
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Soldionline – Bitcoin senza sosta: toccati i 52mila dollari (Il Sole24Ore)

Secondo quanto riportato da Vito Lops per Il Sole24Ore, la nuova accelerazione del prezzo di bitcoin ha portato il valore della criptovaluta a ridosso dei 52mila dollari. Dopo la crescita del 150% del 2023, nell’appena avviato 2024 l’incremento è stato del 22%. Il massimo storico toccato dal bitcoin è stato 69mila euro, raggiunto nel mese di novembre del 2021. A spingere in alto il valore del bitcoin sono le buone notizie che arrivano “dalla raccolta delle 11 case che a gennaio sono state autorizzate dalla Sec a quotare un Etf sul prezzo spot di Bitcoin”, spiega il quotidiano.

Questi ETF fisici, ovvero che devono possedere il bene sottostante a garanzia, hanno ricevuto a un mese dal lancio flussi netti positivi per oltre 3 miliardi di dollari. “Per avere un paragone, i primi Etf sull’oro fisico (lanciati nel 2004) impiegarono due anni per ricevere lo stesso ammontare di masse,” spiega il quotidiano.

Le ottime performance del bitcoin si riflettono anche sulla costellazione di titoli finanziari ad esso collegati, tra cui la piattaforma di scambio Coinbase, salita del 120% da novembre 2023. Bene anche MicroStrategy e i titoli legati al mining di bitcoin.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.

Sorgente: Bitcoin senza sosta: toccati i 52mila dollari


14/02/2024
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Criptovaluta – Gianluca Grossi: Bitcoin vicino ai 52.000$ | La stampa italiana si nasconde?

Dove saranno finiti i nemici di Bitcoin, quelli che brindavano ai minimi? Una rassegna per non dimenticare

Sono stati 15 mesi duri. Sono quelli che ci separano dal crollo di FTX, al quale è conseguito all’interno del ciclo passato il prezzo più basso per Bitcoin e più in generale per il settore crypto. Acqua passata, che secondo il vecchio detto non macina più.

Acqua passata nella quale però avevano sguazzato giornalisti, esperti, consulenti, economisti e VIP del mondo fiat, quello delle valute legate alle banche centrali, che nella debacle di Bitcoin non potevano che trovare motivo di gioia. Di acqua ne è passata tanta, ma per chi dovesse avere la memoria corta, siamo noi a ricordare cosa è successo, cosa è stato detto e quanta strada, in soli 15 mesi è stata fatta.

Strada che è stata fatta contro tutto e tutti, contro un gruppo piuttosto numeroso di anti-Bitcoin e anti-crypto che ora sembrano aver perso la parola. O forse no, perché gli attacchi sono continuati fino all’ultimo ribasso post-approvazione degli ETF. Ribasso che con Bitcoin sopra i 51.000$ ora è anch’esso triste ricordo del passato.

Parlare solo di prezzo non paga, soprattutto quando al centro c’è Bitcoin

Una premessa: seguiamo il prezzo di Bitcoin e come i nostri lettori ci rallegriamo quando questo sale. Tuttavia non siamo certamente noi ad aver impostato il discorso tutto sul prezzo. È la cosiddetta stampa tradizionale ad aver cavalcato il periodo più duro di sempre per Bitcoin per dimostrarne l’inutilità.

Un Bitcoin per criminali, per truffatori, e che è al suo ultimo atto. È passato poco più di un anno da quando due consulenti di BCE pubblicavano un testo passato alla storia. Sì, lo hanno fatto sul blog di BCE. E nei mesi successivi uno dei due ha continuato con post assolutamente incredibili contro il mondo crypto. Dalle pipe da crack a quanto vedete, che non è farina del suo sacco, ma un RT.

A parlare, pochi mesi dopo BCE, furono Tito Boeri e Roberto Perotti sulle autorevoli colonne di La Repubblica. Un imbroglio colossale, questo è quanto riservarono a crypto e Bitcoin nel loro giudizio.

No, non esistono solo queste storie del passato

Con Bitcoin che è tornato a crescere su livelli interessanti per tutto il 2023, ci si potrebbe immaginare un atteggiamento più neutro da parte di una stampa che ha capito sempre poco e male BTC. E invece no.

Solo questa mattina leggiamo di Bitcoin addomesticato, e sarebbe questo il motivo per cui sale. Lo leggiamo dalle stesse colonne o quasi che avevano dichiarato la morte prematura degli ETF.

Anche il Nobel Krugman ci ha messo del suo…

Attacchi frontali, mentre però si crede di essere protetti da un’autorità che ormai conta ormai solo con mammà. Perché sì, basta guardare alle statistiche delle copie vendute dalla totalità dei giornali italiani per rendersi conto che non serve neanche Bitcoin a ristabilire l’ordine.

Un Bitcoin che, anche in questo ciclo, sembra avere tutte le intenzioni di umiliare chi lo voleva morto. E chi parlava da pulpiti immaginari che guardavano al prezzo momentaneo invece di preoccuparsi di quanto di buono ci fosse in questa tecnologia.

Sorgente: Bitcoin vicino ai 52.000$ | La stampa italiana si nasconde? – Criptovaluta.it®


 

13/02/2024
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HDBlog – Antonio Monaco: Bitcoin rivede quota 50mila dollari, non accadeva da oltre due anni

Per la prima volta in oltre due anni, la valutazione del Bitcoin è tornata (anche se brevemente) sopra i 50.000 dollari. La criptovaluta, che nel novembre 2021 aveva raggiunto il suo picco di circa 69.000 dollari, è cresciuta finora quest’anno del 16,3%, toccando ieri il suo massimo dal 27 dicembre 2021. Dall’inizio dello scorso anno, Bitcoin ha triplicato il proprio valore.

ETF SU PREZZO SPOT

Il fattore principale di questo incremento del prezzo di Bitcoin, secondo gli analisti, potrebbe essere attribuito al maggiore afflusso di ETF spot (fondi negoziati in borsa) su BTC. Lo scorso 10 gennaio, ricordiamo, l’autorità di regolamentazione dei titoli statunitense ha approvato i primi ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti, uno spartiacque per la più grande criptovaluta del mondo e per l’industria delle criptovalute in generale, che cercava di portare un prodotto del genere sul mercato da più di un decennio.

In breve, grazie a questa approvazione, gli investitori “tradizionali” hanno ora la possibilità di acquistare e vendere Bitcoin esattamente come già fanno con le azioni e i fondi comuni di investimento. Fino ad oggi la SEC non aveva accettato le richieste per gli Etf spot su Bitcoin in quanto il mercato ad essi correlato sarebbe più vulnerabile a frodi e manipolazioni finanziarie.

ALTRI FATTORI CHE INFLUENZANO LA CRESCITA

Un altro fattore che avrebbe portato all’apprezzamento della criptovaluta, oltre alla crescita di tutti gli indici azionari globali, sarebbe da individuare nelle aspettative degli analisti e dei mercati finanziari in merito al possibile taglio dei tassi si interesse da parte della Federal Reserve americana che potrebbe potenzialmente arrivare verso maggio.

La facilità di accesso al credito e tassi di interesse più bassi, infatti, possono incoraggiare gli investitori a prendere in prestito denaro e investire in asset più rischiosi, come criptovalute, alla ricerca di rendimenti maggiori. Essendo un asset relativamente nuovo e volatile, le criptovalute possono essere particolarmente influenzate da cambiamenti nei tassi di interesse e nella disponibilità di credito.

Secondo gli analisti, infine, gli investitori stanno attendendo con impazienza anche il prossimo “dimezzamento” di Bitcoin, previsto per aprile. Il cosiddetto “halving” avviene ogni 4 anni per limitare la quantità in cricolazione della criptovaluta la cui offerta è limitata a 21 milioni di token, di cui 19 milioni sono già stati creati.

Antonio Monaco

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13/02/2024
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The Tokenist – Tim Fries: Il 2024 sarà un anno epocale per il Bitcoin?

Nel 2024, il Bitcoin (BTC) sembra essere sulla soglia di un cambiamento significativo, con l’imminente evento di dimezzamento che dovrebbe rafforzare i suoi fondamentali e ridurre la pressione di vendita. Questo momento cruciale, unito all’aumento dell’interesse per innovazioni come Ordinals e alla rapida adozione di ETF Bitcoin, indica una prospettiva rialzista per il prezzo del Bitcoin. Tali ETF, indicando una forte fiducia degli investitori, potrebbero spingere i prezzi a nuovi massimi, ulteriormente alimentati dalla paura di perdere l’occasione (FOMO) tra gli investitori. Questo articolo esplora i fattori critici che guideranno il valore del Bitcoin e l’interesse degli investitori nel 2024, evidenziando un anno potenzialmente epocale.

L’impatto del dimezzamento e degli ETF sul Bitcoin nel 2024

Il Bitcoin dovrebbe registrare un notevole aumento dei suoi fondamentali dopo l’evento di dimezzamento di quest’anno. Il dimezzamento è un evento periodico che ha lo scopo di dimezzare la ricompensa per l’estrazione di nuovi blocchi, diminuendo così il tasso di generazione di nuovi bitcoin.

Questo dimezzamento diminuirà la pressione di vendita e aumenterà l’interesse per le applicazioni basate su Bitcoin. Innovazioni come Ordinals e i token BRC-20 hanno rivitalizzato l’attività sulla catena, portando una nuova ondata di interesse per gli sviluppatori e di innovazione sulla blockchain Bitcoin. Inoltre, l’avvento degli Exchange-Traded Funds (ETF) di Bitcoin a pronti ha rappresentato una notevole spinta, accumulando partecipazioni sostanziali e indicando un forte interesse da parte degli investitori. Si prevede che questi ETF contribuiranno in modo significativo alla domanda di acquisto, sostenendo prezzi più elevati per il Bitcoin in futuro e sottolineando un ecosistema fondamentalmente più forte rispetto agli anni precedenti.

Un’altra importante previsione positiva per il Bitcoin nel 2024 riguarda l’impatto degli ETF sul mercato. Questi strumenti finanziari hanno rapidamente accumulato partecipazioni impressionanti di Bitcoin, riflettendo un forte appetito tra gli investitori per l’esposizione al Bitcoin senza le complessità della proprietà diretta. Gli afflussi in questi ETF sono considerati un cambiamento cruciale della struttura del mercato, che potrebbe spingere i prezzi del Bitcoin fino a 112.000 dollari. Il cosiddetto scenario “peggiore” suggerisce comunque un aumento significativo ad almeno 55.000 dollari. L’introduzione e l’adozione di ETF a pronti sul Bitcoin sono state annunciate come un momento di svolta per la criptovaluta, indicando un’accettazione mainstream e un impatto potenzialmente trasformativo sulle sue dinamiche di prezzo.

Si prevede inoltre che la paura di perdersi i potenziali guadagni (FOMO) possa guidare un significativo rally dei prezzi del Bitcoin verso nuovi massimi storici. Gli analisti di Bernstein hanno sottolineato i chiari catalizzatori di prezzo presentati dagli ETF sul Bitcoin, notando un netto miglioramento del sentiment di mercato in seguito al lancio di questi ETF e una diminuzione dei deflussi da prodotti come il Grayscale Bitcoin Trust.

Con i nuovi ETF che attraggono investimenti consistenti, il mercato deve ancora tenere pienamente conto dell’afflusso di fondi e della conseguente scarsità di offerta di Bitcoin. Questa dinamica, unita al successo senza precedenti dei lanci di ETF, suggerisce che un rally significativo potrebbe verificarsi anche prima del previsto evento di dimezzamento nell’aprile 2024, offrendo un’opportunità di investimento unica per coloro che cercano di capitalizzare lo slancio del Bitcoin.

 

Price Action promettente finora per il Bitcoin

Il Bitcoin ha mostrato un movimento di prezzo promettente, superando quest’anno la soglia dei 48.000 dollari e avvicinandosi al livello critico di resistenza dei 50.000 dollari. Questa traiettoria al rialzo rappresenta una continuazione della crescita significativa registrata nel 2023. Il Bitcoin ha registrato un aumento del 160%, ma ha dimostrato una certa resistenza e non ha raggiunto i livelli di massimo interesse del 2017 e del 2021.

Gli analisti prevedono che il Bitcoin potrebbe raggiungere i 112.000 dollari se l’attuale tendenza alla pressione d’acquisto guidata dagli ETF dovesse persistere, fissando un “caso peggiore” a 55.000 dollari, un aumento di quasi il 15% rispetto alla situazione attuale. Questa prospettiva rialzista è sostenuta dal chiaro ruolo di catalizzatore degli ETF Bitcoin, che hanno accumulato rapidamente partecipazioni significative, e dalla diminuzione dei deflussi dal Grayscale Bitcoin Trust.

Gli analisti di Bernstein suggeriscono inoltre che, dato il successo del lancio degli ETF e il continuo afflusso di capitali, un rally FOMO del Bitcoin verso i massimi storici potrebbe verificarsi anche prima dell’atteso evento di dimezzamento nell’aprile 2024, segnando una fase entusiasmante per il movimento del prezzo del Bitcoin entro l’anno.

Tim Fries

Sorgente: Can 2024 Be a Landmark Year for Bitcoin (BTC)? – Tokenist


12/02/2024
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Soldionline – Bitcoin oltre quota 47mila: arriva lo shock sull’offerta (Il Sole24Ore)

Secondo quanto riporta Vito Lops per il Sole24Ore il 10 febbraio, il 17 aprile sarà una data da segnare per il bitcoin, in quanto avverrà l’halving, ossia quel momento in cui il numero di bitcoin emessi ogni 10 minuti si dimezzerà, passando da 6,25 bitcoin a 3,125. In termini giornalieri, le unità aggiunte alla blockchain passeranno da 900 a 450, mentre su base annua da 328.500 a 164.250, diminuendo, quindi, l’offerta della criptovaluta. Questo evento, secondo Lops, influenzerà anche il tasso di inflazione annuo di bitcoin, che attualmente si attesta all’1,73% e scenderà allo 0,86% dopo l’halving. Questa riduzione dell’offerta ha alimentato la narrativa di bitcoin come potenziale riserva di valore, portando al confronto con l’oro.

Il modello “stock to flow” viene utilizzato per determinare l’effetto rarità di bitcoin, confrontando la quantità totale esistente di bitcoin (stock) con la quantità prodotta in un dato anno (flow). Vito Lops sostiene che questo modello suggerisce che la scarsità di bitcoin aumenta con ogni halving, potenzialmente influenzando il suo valore. Dopo l’halving del 17 aprile, Lops sottolinea che bitcoin supererà l’oro in questo modello, con un rapporto stock to flow di 118 rispetto a 56,45 per l’oro. L‘halving sarà poi uno shock per i miners, poiché vedranno dimezzati i loro ricavi in 24 ore. Dopo l’halving, avvisa Lops, molti miners potrebbero trovarsi a minare sotto costo, rendendo cruciale la pianificazione e l’adozione di strategie mirate per mantenere la redditività. Questo evento agisce anche come una sorta di processo di selezione naturale per l’industria del mining di bitcoin, spingendo gli attori a migliorare l’efficienza delle loro operazioni per rimanere competitivi.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.

Sorgente: Bitcoin oltre quota 47mila: arriva lo shock sull’offerta


11/02/2024
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Evereye – Alberto Lala: Bitcoin vola oltre i 48.000 dollari: mai così bene dal 2021!

All’alba del nuovo anno, dopo un’attesa durata quasi un anno, Bitcoin è tornato a superare i 40.000 dollari. L’inizio di una ripresa che, dopo una breve serie di fluttuazioni, è tornata a farsi notare. Ora il token ha superato quota 48.000 dollari, facendo sognare investitori e appassionati.

Che Bitcoin si sarebbe ripreso lo si sapeva. L’unico fattore imprevedibile era il quando. Tuttavia, il 2024 era l’osservato speciale per questa rivincita, soprattutto in virtù dell’halving in arrivo proprio nel corso dell’anno.

A ogni modo, il record di 48.200 dollari dell’11 febbraio 2024 segna un importante record per la madre delle criptovalute, soprattutto perché bisogna tornare indietro addirittura al 2021 per rivedere cifre simili. L’ultima volta che BTC è stato avvistato a queste altitudini è stato proprio il 31 dicembre 2021, quando (fonte: CoinMarketCap) la moneta crittografata si scambiava a 47.169 dollari.

Gli attuali 48.200 dollari per singolo token sono il frutto di una cavalcata settimanale che piazza un corposo +12%, mentre nelle 24 ore la crescita è stata di oltre il 2,5%. Il market cap di Bitcoin, invece, è di 947 miliardi di dollari e l’obiettivo dei 1000 miliardi è più vicino che mai (il picco massimo, nel 2021, è stato di 1.200 miliardi di dollari). Un risultato quasi incredibile, se si pensa che a inizio 2023 ci si leccava le ferite a poco più di 300 miliardi di market cap.

Alberto Lala

Sorgente: Bitcoin vola oltre i 48.000 dollari: mai così bene dal 2021!


10/02/2024
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Conio – Bitcoin sarà più scarso dell’oro dopo l’Halving del 2024.

Con l’avvicinarsi dell’Halving di Bitcoin previsto per aprile, il mondo delle criptovalute si trova ancora una volta al centro di previsioni e analisi che spaziano da scenari estremamente ottimistici a considerazioni più caute. Secondo il noto analista del settore “PlanB”, creatore del modello stock-to-flow associato a Bitcoin, l’Halving porterà Bitcoin a essere più scarso di beni rifugio tradizionali come l’oro e il settore immobiliare, alimentando previsioni che vedono il prezzo del BTC potenzialmente superare cifre mirabolanti rispetto ai valori odierni.

Tuttavia, la realtà del mercato potrebbe presentare sfide non indifferenti. Anche se la scarsità indotta dall’Halving è un fattore deterministico e non trascurabile, l’incremento della capitalizzazione di mercato di Bitcoin richiederebbe un afflusso di nuovo capitale, processo dipendente da molte variabili e reso più difficoltoso dall’attuale contesto economico. Inoltre, la storia suggerisce che i guadagni derivanti dall’Halving si concretizzano solitamente nell’arco di un anno dall’evento.

Parallelamente, gli analisti di DecenTrader mettono in luce un pattern storico secondo cui Bitcoin impiegherebbe circa 220–240 giorni post-Halving per toccare nuovi massimi storici, prevedendo un movimento laterale del prezzo fino a poche settimane prima dell’Halving, seguito da un incremento della domanda. Secondo questo scenario, Bitcoin raggiungerà nuovi picchi verso la fine del 2024, non prima di aver messo alla prova la determinazione dei partecipanti del mercato con un periodo di correzione.

La prospettiva di un nuovo massimo storico nel quarto trimestre del 2024 si accompagna a fattori macroeconomici e geopolitici che potrebbero influenzare il mercato, aggiungendo un ulteriore livello di incertezza. La situazione economica globale, compresa la potenziale instabilità del sistema bancario statunitense, potrebbe infatti avere ripercussioni significative sulla volatilità degli asset considerati rischiosi dai mercati.

Nonostante l’entusiasmo di alcuni analisti, è fondamentale mantenere una visione equilibrata, considerando sia le potenzialità di crescita di Bitcoin in seguito all’Halving sia i numerosi fattori esterni che possono influenzarne il prezzo. La storia del mercato di Bitcoin ci insegna che, sebbene gli eventi di Halving abbiano spesso preceduto periodi di rialzo significativi, il percorso non è mai privo di volatilità e incertezze. I partecipanti del mercato farebbero bene a prepararsi a un quadro complesso, dove la pazienza e la strategia a lungo termine potrebbero rivelarsi più fruttuose di reazioni affrettate a previsioni eccessivamente ottimistiche.

Sorgente: Bitcoin sarà più scarso dell’oro dopo l’Halving del 2024. | by Conio Team | Feb, 2024 | Conio Blog


09/02/2024
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Cointelegraph – Helen Partz: Coinbase, ETF statunitensi su Bitcoin costituiscono il 15% del trading spot di BTC

Secondo gli analisti di Coinbase, la forza di Ether è uno dei tre temi chiave del settore crypto, al pari della crescita della DeFi e della pressione di vendita esercitata dai miner di Bitcoin.

Secondo gli analisti di Coinbase David Duong e David Han, concentrarsi sugli ETF (Exchange Traded Fund) su Bitcoin spot nel breve termine potrebbe rappresentare “una sorta di distrazione” dalle tendenze più importanti del settore crypto che stanno emergendo nel contesto post-ETF. 
Nel rapporto di Coinbase “Monthly Outlook: Post-ETF Trading Themes” pubblicato l’8 febbraio, gli analisti sottolineano una “sopravvalutazione a breve termine” dell’impatto sulla performance dell’afflusso di 1,46 miliardi di dollari negli ETF spot su Bitcoin nel mese di gennaio.
Nonostante il lancio degli ETF spot su Bitcoin sia considerato un “momento spartiacque per l’economia crypto”, gli ETF statunitensi rappresentano ad oggi “solo il 10-15%” del volume totale degli scambi di Bitcoin spot sui CEX, affermano gli autori dello studio. Gli ETF spot su Bitcoin detengono circa 650.000 BTC, ovvero il 3% dell’offerta di Bitcoin in circolazione, si legge nel rapporto.
Secondo i dati di CoinMarketCap, il volume degli scambi spot di Bitcoin è stato di 29,5 miliardi di dollari nelle ultime 24 ore precedenti al momento della pubblicazione. Secondo i dati di negoziazione pubblici, 10 ETF spot su Bitcoin hanno scambiato circa 1,3 miliardi di dollari l’8 febbraio, pari a circa il 4,4% del Bitcoin scambiato sulle CEX nelle ultime 24 ore.

Volumi globali sui CEX rispetto ai volumi degli ETF spot su Bitcoin. Fonte: Coinbase

Secondo gli analisti di Coinbase, a seguito del lancio dell’ETF sono emersi temi più importanti in ambito crypto, tra cui l’aumento dell’attività di finanza decentralizzata (DeFi), la quale potrebbe “aggiungere valore significativo” alla value proposition di Ether.
Dal momento che il 58% del valore totale della DeFi rimane bloccato sulla blockchain di Ethereum, gli analisti ritengono che la forza di ETH sia uno dei tre temi chiave del settore, insieme alla crescita della DeFi e alla pressione di vendita esercitata dai miner di Bitcoin con l’avvicinarsi dell’halving.
“Riteniamo che l’halving di Bitcoin previsto per aprile possa influire negativamente sull’economia del mining, aumentando potenzialmente la pressione di vendita da parte dei miner, in quanto i profitti si restringono e si riescono a trattenere meno plusvalenze in Bitcoin”, si legge nello studio, aggiungendo che l’impatto della vendita dei miner potrebbe non essere immediato.
Come riportato in precedenza, l’attività è crollata negli ultimi anni da quando il valore totale bloccato (TVL) in DeFi ha raggiunto un picco di oltre 200 miliardi di dollari ad ottobre 2021. Il TVL della DeFi ha registrato una ripresa nel 2024, con un’impennata del 18% da 55 miliardi di dollari il 1° gennaio a 65 miliardi al momento della stesura, secondo i dati di DefiLlama.
Anche il prezzo di ETH ha registrato una crescita significativa da inizio anno, aumentando del 7% dai 2.350$ del 1° gennaio fino a raggiungere i 2.510$ registrati al momento della stesura, stando ai dati di CoinGecko. Ryan Berckmans, membro della community di Ethereum e investitore, ritiene che il passaggio di Ethereum da un algoritmo di consenso proof-of-work a uno proof-of-stake potrebbe condurre il prezzo di ETH fino a 27.000$ durante il prossimo bull cycle.

Sorgente: Coinbase: ETF statunitensi su Bitcoin costituiscono il 15% del trading spot di BTC


08/02/2024
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La Repubblica – Arcangelo Rociola: A Londra è cominciato il processo al ‘creatore’ di Bitcoin

Per otto anni un informatico australiano ha detto di essere Satoshi Nakamoto, il creatore della criptovaluta. Nel Regno Unito è iniziato il processo che stabilirà se è lui o meno. Con effetti per alcuni importanti sulla comunità cripo e sul futuro di Bitcoin 

Craig Wright da otto anni dice di essere Satoshi Nakamoto. Il creatore di Bitcoin. L’ingegnere australiano è stato oggetto di articoli, interviste, documentari prima di apparire lunedì in un’aula di tribunale di Londra, dove è iniziato un processo che proverà a risolvere la questione. Un’aula di tribunale torrida, la descrivono le cronache britanniche. Dove Wright è apparso calmo, rilassato, imperturbabile, anche quando l’avvocato che lo ha trascinato in tribunale, Jonathan Hough, ha definito Wright e le sue affermazioni una “sfacciata bugia”.

Non è una questione secondaria. La paternità di Bitcoin sembra essere una questione dirimente per la comunità che anima il mondo delle criptovalute. La causa contro Wright è stata intentata dalla Crypto Open Patent Alliance, un consorzio no-profit di aziende di criptovalute. La Copa, come viene chiamata in acronimo, ha deciso di portare Wright in tribunale per reazione.

Perché la causa contro Wright

L’informatico negli anni ha avviato una serie di azioni legali contro alcuni sviluppatori in ambito cripto, accusandoli di violazione di proprietà intellettuale. Azioni che avrebbero avuto un “effetto di raffreddamento” su Bitcoin, rendendolo meno interessante per gli sviluppatori. Ecco perché il Copa vuole chiarezza su Wright e chiede al tribunale londinese di affermare una volta per tutte che egli non è Nakamoto. Che non può avviare cause contro nessuno in nome della proprietà intellettuale di Bitcoin.

Tre anni fa la causa. Lunedì la prima udienza. Il Copa e i suoi avvocati accusano Wright di aver terrorizzato la comunità di Bitcoin. Wright di contro continua a sostenere di essere lui Nakamoto. Di aver creato lui Bitcoin e di essere di conseguenza il fortunato possessore di un patrimonio enorme, stimato intorno ai 60 miliardi di dollari, tanto infatti varrebbero oggi i suoi Bitcoin che potrebbero essere tra i 750 mila e il milione.

Cosa può cambiare con la sentenza

Tutte cifre da confermare. Tutti dati in attesa di controllo. Intanto il processo a Wright va avanti suscitando molto meno interesse degli altri processi nel mondo cripto. Qui non ci sono scandali. Qui non ci sono ruberie. Ma si tratta solo di una questione che si porta avanti da anni. Che in qualche modo promette di avere un impatto sul futuro di Bitcoin.

Se Wright dovesse essere ritenuto il creatore della criptovaluta, potrebbe rivendicare la paternità del Libro Bianco (il testo che nel 2008 ha sancito la nascita di Bitcoin e della sua tecnologia). Per alcuni questo potrebbe soffocare lo sviluppo stesso di Bitcoin. Minarne la decentralizzazione, il preteso equilibrio effetto di una rete tra pari che li scambiano. Se Wrigth dovesse risultatare lo “sfacciato bugiardo” che ritiene l’accusa, ogni sua pretesa crollerebbe, ogni sua causa contro gli altri sviluppatori non avrebbe più alcun senso. Dando potenzialmente il via libera a nuovi sviluppi di questa tecnologia. 

Arcangelo Rociola

Sorgente: A Londra è cominciato il processo al ‘creatore’ di Bitcoin – la Repubblica